Arturo GonzálezAlla ricerca dei primi americani

Data di pubblicazione: 2008clockTempo di lettura: 45s
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Le spedizioni di Arturo González nei labirinti inondati dalle acque nelle profondità della giungla che ricopre la penisola dello Yucatán in Messico stanno fornendo nuove risposte sulle origini delle Americhe, sfidando le tradizionali teorie sui suoi primi abitanti.

ubicazioneMessico

ll biologo e archeologo sottomarino messicano Arturo González sta contribuendo allo studio della preistoria americana recuperando testimonianze di insediamenti umani nella penisola dello Yucatán precedenti all’innalzamento del livello del mare durante l’ultima era glaciale, quando le acque inondarono le cavità sotterranee della regione.

Come abitante del continente americano, voglio scoprire chi fossero questi popoli, da dove venissero e quando hanno calcato per la prima volta il suolo delle Americhe.

Gli scheletri trovati nelle caverne da González sono forse più antichi di tutti gli altri resti umani rinvenuti nel continente americano. Uno di essi, analizzato da tre laboratori stranieri, sembra risalire a oltre 11.600 anni fa e non sembra avere alcuna somiglianza con il popolo Maya che dominò la regione migliaia di anni dopo. Piuttosto, secondo González, la morfologia cranica degli scheletri mostra somiglianze con i popoli dell’Asia Orientale.

Queste scoperte hanno indotto la comunità scientifica a rielaborare le proprie teorie riguardo a quando e come i primi esseri umani arrivarono in America. Le reliquie che González e il suo team di specialisti hanno scoperto nelle cavità sotterranee e la ricerca che ne è derivata sono state esposte nel Museo Maya dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia di Cancún, in Messico, nonché in molti altri musei messicani.

Il lavoro di González è stato illustrato e descritto in oltre 60 articoli su diverse riviste.

  • 11.600 anni

    Età stimata di uno degli scheletri scoperti da González

  • 10.000-60.000

    Fascia di età dei fossili, fra cui camelidi estinti, cavalli e armadilli giganti, trovati da González e dai suoi colleghi nelle caverne dello Yucatán

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