Perpetual Planet
Preservare il mondo naturale
Per il fondatore di Rolex, Hans Wilsdorf, il mondo rappresentava un laboratorio a cielo aperto. Cominciò a collaudare i suoi orologi in condizioni reali sin dagli anni ’30, facendoli utilizzare nei luoghi più estremi, al polso dei pionieri che partivano alla scoperta dell’ignoto. Oggi il mondo è cambiato. Con l’avanzare del XXI secolo, le esplorazioni, prima mosse da un semplice desiderio di scoperta, diventano sempre più un modo di preservare il mondo naturale. Rolex continua a far vivere l’eredità del suo fondatore sostenendo gli esploratori contemporanei e la loro nuova missione: assicurare al pianeta un avvenire perpetuo.
È per questo che nel 2019 Rolex lancia la campagna Perpetual Planet. Per il momento tale progetto prevede il potenziamento della collaborazione con la National Geographic Society, al fine di raccogliere dati sul clima, e con l’iniziativa Mission Blue di Sylvia Earle, che mira a proteggere gli oceani attraverso una rete di Hope Spots (luoghi di speranza) marini protetti. L’iniziativa comprende anche i Rolex Awards for Enterprise, che premiano gli individui che grazie ai loro progetti fanno progredire la conoscenza e proteggono l’ambiente e il benessere dell’umanità.
Un laboratorio a cielo aperto
Partecipare ad alcune delle più grandi imprese umane ha forgiato l’impegno di Rolex in favore dell’esplorazione e degli esploratori e ha fatto emergere nel Marchio la convinzione che, al di là delle scoperte compiute, sia necessario collaborare per prendersi meglio cura del pianeta.
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La National Geographic Society
Nell’aprile 2019 un team guidato da National Geographic e dalla Tribhuvan University ha lanciato una spedizione scientifica sull’Everest, la cima più alta del mondo, con il sostegno di Rolex. Questa montagna, chiamata dalle popolazioni locali “Chomolungma”, ovvero “dea madre delle montagne”, fa parte della catena dell’Hindu Kush-Himalaya, le cui acque glaciali garantiscono la sopravvivenza di un miliardo di persone. A causa dei cambiamenti climatici, tali ghiacciai stanno regredendo. Le informazioni raccolte con la spedizione, combinate con i dati sulla disponibilità e la domanda di acqua nella regione, rappresenteranno la base di un nuovo indice per monitorare lo stato di salute del sistema idrico dell’Himalaya e per prendere decisioni cruciali per proteggerlo.
L’esplorazione è da sempre alla base della collaborazione tra Rolex e National Geographic, risalente al 1954. Nel 2017 questa partnership è stata ufficialmente estesa per promuovere l’esplorazione finalizzata alla salvaguardia del pianeta.
La spedizione partita in aprile, che si protrarrà fino al mese di giugno, è la prima delle tre previste nel corso di una missione di più di cinque anni, la Perpetual Planet Extreme Expeditions. La missione si avvarrà dell’esperienza di scienziati di fama mondiale e di tecnologie all’avanguardia per offrire informazioni sull’impatto del cambiamento climatico sugli ecosistemi che rendono possibile la vita sulla Terra: le montagne, ovvero le “torri d’acqua” del mondo, le foreste pluviali, che sono i polmoni del pianeta, e l’oceano, che è il suo sistema di refrigerazione.
La prima spedizione sull’Everest della missione Perpetual Planet Extreme Expeditions ricorda la partecipazione di Rolex alla spedizione sull’Everest nel 1933, nonché alla spedizione successiva che condusse Sir Edmund Hillary e Tenzing Norgay a conquistare la vetta nel 1953.
Rolex Awards for Enterprise
I Vincitori Rolex provengono da tutte le regioni del mondo. I loro progetti riguardano specie a rischio, da squali balena, mante e cavallucci marini a pipistrelli, condor e gru crestate, passando per tigri, leopardi delle nevi ed elefanti, utilizzando la scienza e la sensibilizzazione alla biodiversità per richiamare l’attenzione delle comunità locali.
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L’iniziativa Mission Blue di Sylvia Earle
La biologa marina Sylvia Earle ha dedicato la vita a rivelare i misteri degli oceani. Grazie al sostegno di Rolex, ha raccontato al mondo la fragilità degli ecosistemi oceanici. “Prima si pensava che l’oceano fosse talmente vasto e resistente che non vi fosse modo di danneggiarlo”, spiega. “Nel giro di qualche decennio abbiamo rotto gli equilibri fondamentali su scala planetaria. Tutto è collegato e adesso ci rendiamo conto dell’importanza di tali equilibri”.
Attraverso Mission Blue, Earle incoraggia comunità locali e governi a proteggere gli ecosistemi oceanici minacciati dall’uomo. Con la creazione di centinaia di riserve marine protette, da lei definite Hope Spots (luoghi di speranza), la scienziata mira a proteggere il 30% degli oceani del mondo entro il 2030, contro l’8% attuale.
Alcuni Hope Spots sono stati creati in aree marine protette già esistenti. Qualora l’area non sia ancora protetta, dopo l’approvazione della richiesta dello statuto di Hope Spot da parte del consiglio di Mission Blue e dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), si comincia a lavorare su un progetto di tutela della zona con le comunità locali, le organizzazioni ambientali e i governi.
Collaborando con personalità e organizzazioni impegnate in favore della tutela dell’ambiente, Rolex è determinata a preservare le meraviglie naturali del pianeta. Come affermato da Sylvia Earle: “Insieme possiamo davvero riuscirci”.
Purtroppo, sono ancora in molti a non capire che proteggendo gli oceani, proteggiamo la specie umana.
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Un’eredità ancora viva
La visione e i valori di Hans Wilsdorf ispirano ancora oggi il Marchio. Passando dalle esplorazioni mosse da un semplice desiderio di scoperta alle spedizioni per preservare la natura, Rolex continua a far vivere l’eredità del suo fondatore.
Da quasi un secolo Rolex sostiene esploratori e pionieri nelle loro imprese che oltrepassano i limiti del possibile. Attraverso la campagna Perpetual Planet, lanciata nel 2019, Rolex si impegna a sostenere a lungo termine gli esploratori e le loro iniziative per proteggere la natura. All’inizio l’azione del Marchio si concentrerà sui Rolex Awards for Enterprise e sulle partnership con la National Geographic Society e l’iniziativa Mission Blue di Sylvia Earle. Ma questo è solo l’inizio.
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